Stufa della solita moda? Io per questa primavera/estate punto tutto su di te.

Vi racconto le mie idee.

Voi avete mai pensato che nella scorsa vita eravate qualcuno o qualcos’altro rispetto a quella che state vivendo adesso? Io si, e penso di aver vissuto nei “Roaring ‘20s”, avete capito bene, credo di aver vissuto nei rumorosi anni ’20, gli anni del grande Gatsby, per intendersi!!!

Forse ero una flapper, ascoltavo jazz, bevevo scotch in qualche club, manifestavo in strada per i diritti delle donne  e per la prima volta cominciavo a scoprire parti del mio corpo fino ad allora proibite. Cosa avete capito? Le braccia e le ginocchia.

Si perché se c’è una cosa di cui la moda è bravissima a fare è essere una grande messaggera del passato.

The Roaring ’20s sono dunque la mia ispirazione per questa collezione SS19, riadattandola ai nostri tempi ovviamente.  Prima di svelare tutto mi piacerebbe coinvolgervi in questo percorso di ricerca e di introspezione.

Certo stiamo parlando di un periodo storico non facile, al termine della Grande Guerra, dove oltre alla ricostruzione delle città e delle famiglie con migliaia di morti e feriti, si doveva riscostruire un’identità sociale e ideologica. Eppure qualcosa durante e subito dopo il conflitto mondiale era cambiato: la donna. Finalmente la donna aveva cominciato a considerarsi persona, non più appannaggio del marito o del padre, ad avere delle idee politiche, delle mire carrieristiche, poteva gestire le finanze guadagnate da essa stessa, iniziava a fare dei lavori che fino a quel momento erano solo “da uomo”, guidava le prime macchine, esponeva idee in pubblico, socializzava con altre donne. Fa un po’ impressione pensare che tutto questo è accaduto solo 100 anni fa, ma se non ci fossero state loro coraggiose e sfrontate, nemmeno io sarei qui a scrivere questo post, di questo ne sono sicura e per questo ho sentito il bisogno di dedicare a loro una mia collezione, in fondo glielo dovevo!

Diamo molte cose per scontate. Indossare pantaloni, o semplicemente portare i capelli corti sono state delle vere conquiste (e credo davvero che la strada per la parità sia davvero ancora molto lunga, non solo nel terzo mondo ma anche nelle nazioni che consideriamo emancipate).

A capo di questa rivoluzione sociale ci fu quella che nei club parigini chiamavano “la garçonne”, ovvero la maschietta, che non è un tipo di donna in sé e per sé, ma era un atteggiamento, un’ideologia che andava contro gli tutti stereotipi del tempo. Spesso venivano considerate sfrontate e strafottenti rispetto alla cultura e alla tradizione…  ma hanno fatto la storia, la nostra storia.

La prossima collezione di Marta Fe’ sarà ricca di simboli di quegli anni, e ci sono arrivata dopo un lungo percorso di ricerca, ho letto un sacco di libri (soprattutto di Fitzgerald che adorava gli anni ’20) , ho disegnato a ritmo di jazz, ho guardato film e serie su quegli anni (consiglio a tutte Las chicas del cable – Le centraliniste su Netflix), ma anche provato a truccarmi ed avere un atteggiamento come il loro.

Ecco quindi il focus di quello che sto realizzando per questa primavera, una collezione che parla di donne alle donne.

100 anni dopo benvenuti nei nostri “Roaring ‘20”, benvenute nel mondo delle Maschiette di Marta Fe’, con l’augurio che siate rumorose e sfrontate come loro, senza perdere la sensibilità che ci caratterizza da sempre.

Con questa collezione voglio essere molto più presente anche con le parole, quindi ci saranno (spero) molti post di racconto, e confronto, per meglio spiegare il mio lavoro e la mia moda.

Kiss kiss Marta Fe’

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